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  • Daniela Grossi

Boab: il fiore costellatore



Aristotele sosteneva che "la famiglia è il luogo della tragedia", intendendo questo termine non necessariamente in una accezione negativa, ma nel senso di luogo in cui si sviluppano le molteplici dinamiche relazionali.

E spesso sono proprio quelle dinamiche relazionali malsane che si ripetono inconsapevolmente nel tempo, la causa di problemi, conflitti e blocchi evolutivi.

E' sempre la stessa storia, modalità di pensiero e di comportamento che si ripetono sempre allo stesso modo, può cambiare il contesto, ma la modalità è sempre la stessa, con la differenza che ad aumentare è il malessere di tutti i membri coinvolti in tale dinamica.


Nelle sue "Opere" Bach scrive: "Quasi in ogni famiglia genitori e figli costruiscono delle prigioni per motivi assolutamente falsi e per un'idea sbagliata del rapporto genitore-figlio. Queste prigioni chiudono la strada alla libertà, intralciano il percorso e impediscono lo sviluppo naturale della persona, arrecando infelicità a tutti coloro che ne sono coinvolti, mentre i disturbi fisici, psichici e nervosi che affliggono queste persone costituiscono certamente un'alta percentuale delle malattie del nostro tempo".


Cosa intende dire Bach con questa affermazione?

Quali sono le "prigioni" a cui fa riferimento?


Partendo dal presupposto che ogni individuo viene al mondo con un compito preciso, con una missione, come la definisce Bach, che non significa fare chissà che cosa, bensì ciò che corrisponde pienamente alla propria natura e che permette di raggiungere la propria realizzazione personale, pertanto partendo da questo presupposto, la famiglia deve fare attenzione a non ostacolare tale evoluzione. Nella gerarchia genitori-figli, i genitori devono lasciare ai figli tutta la libertà che occorre loro per potersi evolvere senza ostacoli.


Spiega Bach che "“Il compito dei genitori consiste fondamentalmente nel privilegio – che in realtà potrebbe essere considerato un privilegio divino – di permettere a un’anima di entrare in contatto con questo mondo al fine di compiere la sua evoluzione...Il compito dei genitori è un servizio divino che va assunto con lo stesso impegno, se non maggiore, di ogni altra missione a cui si dovesse essere chiamati. Essendo un compito che richiede sacrificio, occorre tenere presente che non si deve mai esigere nulla in cambio dal figlio, poichè l'unico obiettivo è quello di dare , e dare amore, tenera protezione e appoggio, finchè l'Anima non prenderà sotto la sua guida la giovane personalità ".


Ciò significa che per fare in modo che ogni individuo possa realizzarsi pienamente e contribuire così anche a favorire la realizzazione di altri individui, i genitori devono fornire le cure necessarie al bambino per la sua crescita e il suo sviluppo fino a che egli non sia in grado di poter seguire i dettami della sua Anima, ovvero poter in autonomia percorrere il suo cammino di crescita seguendo ciò che gli suggerisce la sua vera natura, libera da vincoli e interferenze familiari. E nel fare ciò i genitori devono evitare di condizionare o limitare il figlio con i loro bisogni o aspettative, "egli non dovrebbe pertanto subire nessuna restrizione, nè avere degli obblighi o degli impedimenti familiari, - scrive ancora Bach - consapevole del fatto che il ruolo che è stato già di suo padre e di sua madre potrà diventare in futuro una sua missione da compiere nei confronti di un'altra persona".


E ancora Bach spiega che "i genitori devono guardarsi particolarmente da qualsiasi tentazione di plasmare la giovane personalità secondo le proprie idee e i propri desideri; devono trattenersi dall'esercitare qualunque forma di autorità inopportuna, e dall'esigere favori in cambio di quello che è solo un loro dovere naturale e un privilegio divino, cioè poter aiutare un'Anima a prendere contatto con questo mondo. Ogni desiderio di voler controllare o plasmare la giovane vita per motivi personali denota una terribile forma di avidità che non va mai incoraggiata, perchè, se questo sentimento dovesse mettere radici nel giovane padre o nella giovane madre, li porterebbe ad essere in seguito dei veri vampiri. Qualsiasi minimo desiderio di dominio va frenato al suo insorgere".


Quando tali presupposti non vengono rispettati allora la famiglia inizia a diventare una prigione.


Una prigione invisibile che vincola anche se si è lontani. Infatti la sensazione di essere imprigionati in dinamiche familiari sempre uguali a cui sembra non possa esserci via d'uscita, si manifesta in tutti quegli schemi di pensiero e di comportamento quotidiani che alimentano malessere non solamente al singolo componente della famiglia, ma alla famiglia stessa.

Per esempio la solita modalità della madre ormai anziana, che da sempre ha cercato di richiamare a sè le attenzioni dei componenti della famiglia attraverso la malattia, quindi con ricatti sottili e morali obbliga i figli ad adoperarsi per lei; oppure l'aspettativa del padre che desidera che il figlio primogenito porti avanti l'azienda a cui lui stesso ha dedicato la sua esistenza; o ancora la madre che ha vissuto una separazione e costantemente mette in guardia la figlia sull'inaffidabilità di tutti gli uomini; e così via.


E allora, chi non avvertirebbe malessere o non si sentirebbe costretto, se più o meno consapevolmente agisce spinto da desideri e aspettative altrui all'interno di una vita che fondamentalmente non gli appartiene?


All'interno delle famiglie molto spesso queste dinamiche malsane vengono vissute inconsapevolmente, ed è proprio questo il motivo per cui si generano malesseri, conflitti, incomprensioni, problemi di ogni tipo e blocchi evolutivi.

Ma è sempre Bach a spiegarci che "è bene non dimenticare mai che noi veniamo sulla terra per vincere delle battaglie, per acquistare la forza di resistere a coloro che vorrebbero controllarci e per raggiungere quello stadio in cui riusciremo tranquillamente a compiere il nostro dovere, senza lasciarci scoraggiare nè influenzare da nessuno, sempre solo guidati dalla voce del nostro Io Superiore. Per molti, la più grande battaglia avverrà nell'ambito della loro stessa famiglia, in cui prima di ottenere la libertà di conseguire altre vittorie nel mondo, dovranno svincolarsi dalla volontà negativa di qualche congiunto".


Per vincere tali battaglie e svincolarci dai legami che creano blocchi evolutivi ci viene in aiuto un rimedio floreale che fa parte del repertorio dei Fiori Australiani: Boab.


Questo rimedio floreale viene ricavato dai fiori di un albero molto particolare che si trova in Australia a Derby: l'albero prigione. Si racconta che all'interno del tronco di questo immenso albero, che ha circa 1500 anni, venissero racchiusi i prigionieri aborigeni.

Proprio per questo motivo l'essenza che si ricava dal suo fiore serve, come spiega Ian White, "a rompere le catene".

Si racconta inoltre che le donne aborigene partoriscono su una culla creata con i fiori di Boab, per eliminare i retaggi familiari e liberare così il bambino da tutti quegli schemi negativi che si ripetono di generazione in generazione.


Come nella pratica delle costellazioni familiari, l'essenza di Boab aiuta a prendere consapevolezza delle dinamiche nascoste che bloccano la famiglia in schemi malsani e ripetitivi.

Si può definire il fiore costellatore, in quanto spalanca finestre di consapevolezza che ci permettono di trasformare quelle situazioni problematiche che impediscono la nostra evoluzione, sia come singoli individui che come parti del sistema famiglia.


Boab permette innanzitutto di riconoscere quei pensieri e comportamenti disfunzionali, che ripetiamo automaticamente e che spesso nemmeno ci appartengono, infatti può succederci di accorgerci che parole, gesti, modi di reagire, in realtà non sono altro che agiti automatici che abbiamo appreso inconsapevolmente da altri membri della famiglia.

Boab ci permette inoltre di riconoscere ciò che si cela dietro una dinamica familiare disfunzionale. E questo è importantissimo, perchè quando non vogliamo vedere qualcosa, magari perchè ci vergogniamo, ci sentiamo in colpa, o ci sentiamo minacciati nell'ego, occorrono molte energie per tenere sotto la superfice ciò che invece andrebbe portato in luce per il bene di tutti.

L'energia sprecata in questo modo, non solo viene a mancare in altri casi, ma aggrava la situazione problematica, che comunque successivamente tornerà ad emergere con sempre maggior forza.


Per equilibrare dunque un sistema bloccato nella famiglia, non hai necessariamente bisogno di riunire delle persone per fare una costellazione, puoi farlo con l'aiuto di Boab.

Puoi decidere di fare il primo passo verso il cambiamento per il bene di tutti gli interessati.


A questo punto puoi obbiettare: "perchè proprio io mi devo impegnare per tutti?"

Ognuno di noi, in questo percorso chiamato vita, ha il suo livello di evoluzione e il suo ruolo, e se sei arrivato fino a qui a leggere questo articolo non è un caso, pertanto, se chi ti è vicino ha voglia di collaborare nell'evoluzione della famiglia, questa è una cosa molto positiva, ma se come nella maggior parte dei casi non trovi collaborazione, puoi comunque fare tu il primo passo.

La famiglia è un sistema e come ogni sistema, quando avviene un cambiamento in uno dei suoi componenti, necessariamente tutto il sistema deve adattarsi a quel cambiamento. In sintesi, se cambi tu cambia anche il contesto.

E allora inizia tu a fare il primo passo a favore della dimensione collettiva e della pace, Boab ti aiuta.