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  • Daniela Grossi

Effetto Zeigarnik: quell'ansia di finire le cose


"Mi sento sotto stress, ma se mi prendo un momento di relax non riesco a rilassarmi."

"Anche quando sono in pausa non riesco a staccare la mente."

"Anche durante il weekend o in vacanza non riesco a non pensare alle cose che ho da fare."


Succede anche a te? E' colpa dell'effetto Zeigarnik, che è in grado di trasformare ogni momento di relax in tensione interiore, pensieri assillanti e frustrazione.


Tranquillo, non è una patologia! Bensì una strana tendenza della mente che riesce a fare in modo che tu non possa fare a meno di trasformare i tuoi momenti di tranquillità in agitazione.


Ma come mai la nostra mente dovrebbe giocarci questo brutto tiro? Qual è la sua utilità?


A spiegarcelo è la psicologia della Gestalt che appunto ci spiega che la nostra mente applica dei principi di organizzazione che tendono alla semplicità e al completamento, come nel principio di chiusura che chiarisce l'effetto Zeigarnik: quando ci sono dei segmenti isolati, se sono disposti in un certo modo, la mente tende a chiuderli percependoli in modo continuo e organizzandoli in una forma. Come nella figura qui sotto, in cui si possono distinguere due forme, un quadrato ed un cerchio. In realtà sono solo segmenti ed archi, che però, disposti in maniera opportuna definiscono i perimetri di queste figure.





La nostra mente però non tende a chiudere solo quadrati e cerchi, ma anche tutte le situazioni lasciate aperte. Proprio basandosi su questo principio di unificazione è stato definito l'effetto Zeigarnik, che prende il nome dalla psicologa della Gestalt che lo formulò.

Questo effetto consiste nella tendenza umana a completare i compiti interrotti, a chiudere le situazioni aperte, a voler terminare un lavoro iniziato. Tutto ciò che viene lasciato in sospeso infatti procura ansia.


La Zeigarnik scoprì questa tendenza psicologica osservando i camerieri di un ristorante affollato che si ricordavano sistematicamente tutte le ordinazioni che non erano ancora state ultimate e si dimenticavano quelle concluse. Decise così di proseguire le sue osservazioni sottoponendo alcuni soggetti ad enigmi e problemi da risolvere, notando che gli esercizi non conclusi venivano ricordati maggiormente rispetto a quelli portati a termine.


Dunque, quando lasciamo in sospeso un'azione, la ricordiamo di più perchè siamo motivati dall'ansia di finirla. E' proprio questo meccanismo della mente che ci fa sentire agitati anche quando ci dedichiamo un momento di relax, e spiega, ad esempio, anche azioni quotidiane come il trattenersi in ufficio oltre l'orario di lavoro per non lasciare a metà un compito già iniziato, oppure il desiderio di completare un corso di formazione anche se l'interesse è calato, oppure il desiderio di chiarirsi quando si interrompe una relazione.


Ora che sappiamo che la nostra mente tende a farci chiudere non solo quadrati e cerchi, ma anche tutto ciò che lasciamo in sospeso, è più facile capire perchè non riusciamo a vivere una domenica in piacevole compagnia della famiglia o degli amici, o semplicemente goderci la lettura di un bel libro o la visione di un film, o anche un momento di ozio, se ad attenderci è uno o più compiti da terminare.


Ma siccome come esseri umani siamo biologicamente progettati per funzionare sempre al meglio, anche l'effetto Zeigarnik ha questo scopo e noi lo possiamo utilizzare a nostro vantaggio, altrimenti il pegno da pagare sarà ansia e stress.


Dunque se non vuoi stressarti con i "cerchi aperti", sfrutta l'effetto Zeigarnik a tuo vantaggio.

Come?

Innanzitutto evitando di procrastinare: quando devi svolgere qualcosa come un compito, un lavoro, un progetto, che per te è importante, ma che stai continuando a rimandare, semplicemente inizia, l’effetto Zeigarnik farà il resto per te, aiutandoti a completare ciò che hai iniziato.

Poi organizzati. Se stai svolgendo un lavoro, ma ne hai altri dieci iniziati, tutti gli altri compiti interrotti provocheranno l'effetto Zeigarnik per indurti a terminarli. Come succede per esempio quando siamo totalmente concentrati sulla stesura di una relazione al pc, oppure nella creazione di quel manufatto che sappiamo fare così bene, siamo concentratissimi ma improvvisamente ci viene in mente la mail che non abbiamo inviato al collega o la telefonata che avremmo dovuto fare al medico per prendere appuntamento. Da quel momento la nostra concentrazione sarà disturbata dal pensiero della mail non ancora inviata o della telefonata non ancora fatta. E questo disturberà sicuramente la concentrazione e il risultato del lavoro che stiamo svolgendo.


Come possiamo allora sfruttare al meglio l'effetto Zeigarnik ed evitarlo affinchè non si trasformi in ansia di finire le cose?


Oltre ad evitare di procrastinare e ad organizzare al meglio le nostre faccende quotidiane, un aiuto ce lo possono dare i rimedi floreali:

  • Blackberry (Fiori Californiani): ci può aiutare a tradurre i pensieri in azioni concrete, a organizzarli in priorità, e a portare a termine compiti e obiettivi.

  • Cayenne (Fiori Californiani): ci aiuta ad attivare la volontà quando ci sentiamo bloccati, immobilizzati, incapaci di progredire.

  • Vervain (Fiori di Bach): in quei momenti in cui ci capita di dedicarci a numerose attività contemporaneamente, già pensando a cosa dovremo fare dopo, Vervain ci aiuterà a sviluppare la moderazione, permettendoci di mettere ordine e di chiudere con calma un "cerchio" alla volta.


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