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  • Daniela Grossi

Coronavirus: i fiori di Bach per la paura

Aggiornato il: mar 31


C'è un risvolto della situazione che stiamo vivendo, a seguito della diffusione del coronavirus in Italia, di cui non si parla o si parla troppo poco, ma che sta facendo molti danni: è la paura.

Innanzitutto, è bene riconoscere la paura funzionale, che è quella che ci guida nel prendere i giusti provvedimenti, e la paura disfunzionale, che è invece quella che ci paralizza o aumenta e amplifica il disagio, fino a provocare gravi danni.


Il Dr. Walter Cannon era un medico le cui idee per molti versi anticiparono i tempi: fu infatti uno dei primi studiosi della relazione mente-corpo e di come l'esposizione a stress e paura intensa possa influenzare negativamente il funzionamento dell'organismo. Nel 1957 egli scrisse un articolo intitolato "Voodoo Death", nel quale propose una base scientifica per la morte vudù. Un'idea rivoluzionaria per l'epoca.

La morte vudù, come viene definita da Cannon, è una morte improvvisa e inspiegabile, causata semplicemente da una maledizione vudù.

La tesi di Cannon era che la sola paura della morte poteva affrettare la morte stessa, attraverso un meccanismo di risposta fisiologica innescato dalla paura.

La drammatica apparizione della malattia a seguito della minaccia di essere sotto l'incantesimo di uno stregone, unita alla mancanza di qualsiasi apparente lesione, esposizione a tossine o infezione, suggerì a Cannon che la semplice paura della morte poteva, attraverso meccanismi di risposta fisiologica avviati dalla paura, condurre alla morte stessa.


Lo psicologo Ernest Rossi, nel suo libro "La psicobiologia della guarigione psicofisica", illustra dettagliatamente i processi di comunicazione mente-corpo e la sua ricerca verte sulla possibilità di servirsi della mente e di metodi mentali per guarire la malattia del corpo. Egli scrive: "Questi processi di comunicazione mente-corpo generalmente funzionano in automatico a un livello inconscio. Quando le cose ci vanno bene, la guarigione psicofisica si produce da sè senza che noi ci pensiamo minimamente. Quando le cose ci vanno male, invece, nel flusso naturale di comunicazione mente-corpo saltano fuori dei problemi (malattia e sintomi) anch'essi in modo del tutto automatico". E racconta alcune storie di guarigioni, tra cui quella del simpatico Mr. Wright, ammalato di cancro, in uno stadio molto avanzato e completamente refrattario a tutti i trattamenti conosciuti.

Per i medici questo paziente si trovava all'ultimo stadio della sua malattia, pensavano infatti che non ci fosse più nulla da fare, salvo la somministrazione di sedativi per facilitare il trapasso.

Malgrado ciò Mr. Wright non aveva perduto la speranza e alla notizia di un nuovo medicinale che avrebbe potuto salvargli la vita, insistette con tutte le sue forze, nonostante le contrarietà dei medici, per essere tra i dodici casi selezionati per la valutazione del nuovo trattamento. L'insistenza di Wright per quell'ipotetica "occasione d'oro" fu tale da convincere i medici ad includerlo nella sperimentazione.

Incredibilmente, dopo pochi giorni dalla somministrazione del farmaco, il paziente si era sorprendentemente ripreso. Chiacchierava con il personale ospedaliero diffondendo il suo messaggio di buonumore, le masse tumorali si erano ridotte della metà, tanto che nel giro di una decina di giorni Mr. Wright fu dimesso dal suo letto di morte.

Sugli altri pazienti, invece, il trattamento non aveva sortito lo stesso effetto, infatti di lì a breve si rivelò come un protocollo inutile e inefficace.

La notizia dell'inefficacia di tale trattamento si diffuse nel giro di un paio di mesi e raggiunse anche Mr. Wright, che nel frattempo, continuando a seguire la sua per lui efficacissima cura, si era incredibilmente ripreso. Questa notizia lo mandò in crisi, tanto da peggiorare in breve tempo il suo stato di salute e far vacillare la sua fiducia nel trattamento.

Il medico che l'aveva in cura però, conoscendo l'innato ottimismo di Mr. Wright e consapevole che il suo progetto non avrebbe danneggiato il suo paziente, decise deliberatamente di approfittare della sua credulità dicendogli che l'indomani sarebbe arrivato un nuovo prodotto super raffinato, doppiamente efficace, che avrebbe potuto riprodurre ancora meglio i grandi benefici derivati dalle prime somministrazioni.

A questa notizia Mr. Wright tornò immediatamente ad essere l'ottimista di prima. La nuova serie di iniezioni in realtà furono un placebo: ciononostante la guarigione fu ancora più spettacolare della volta precedente. L'esito miracoloso era dato semplicemente dalle iniezioni di acqua.

Mr. Wright rimase libero da ogni sintomo per più di due mesi. Proprio allora apparve sulla stampa un annuncio dell'AMA (American Medical Association) che diceva che il farmaco in questione risultava essere privo di efficacia per la cura del cancro.

Pochi giorni dopo la pubblicazione di questo annuncio, Mr. Wright fu ricoverato nuovamente in ospedale in extremis. La sua fede era crollata ed egli morì in meno di due giorni.


In sostanza, l'esperienza di Mr. Wright ci dice che è stata la sua fede assoluta nell'efficacia del farmaco miracoloso che ha attivato l'effetto placebo di guarigione; allo stesso modo la perdita di fiducia nell'efficacia del farmaco in seguito alla diffusione della notizia da parte dell'AMA ha attivato invece l'effetto nocebo che lo ha portato all'aggravamento e alla morte.


Se mettiamo in relazione questa storia con il bombardamento mediatico che stiamo vivendo in questi giorni, che ci costringe a pensare in continuazione alla malattia, è facile comprendere come si possa facilmente creare uno stato di intensa paura, che prende il sopravvento e indebolisce il sistema immunitario.


Pertanto, se avvertiamo che la paura sta prendendo il sopravvento e diventa quindi disfunzionale, possiamo aiutarci con i seguenti Fiori di Bach:

➡️MIMULUS: quando abbiamo paura di ammalarci, ma soprattutto se tendiamo a scambiare un innocuo raffreddore, o una normale influenza, per uno stato di malattia molto più grave. ➡️ROCK ROSE: se la paura si ingigantisce e diventa terrore, gettandoci facilmente in uno stato di panico ingestibile. ➡️ASPEN: se viviamo uno stato di inquietudine costante, con il presagio che qualcosa di brutto stia per accadere da un momento all'altro. ➡️CRAB APPLE: per il timore del contagio, quando il desiderio di lavarsi le mani, di disinfettare, di mettere la mascherina e di tenersi lontano da tutto e da tutti prende il sopravvento. Crab Apple, con la sua azione purificante, ci aiuterà anche a eliminare più facilmente impurità e agenti nocivi dal nostro corpo. ➡️RED CHESTNUT: se temiamo che i nostri cari si possano ammalare, magari abbiamo paura che i nostri figli a scuola possano facilmente venire contagiati, o se abbiamo qualche familiare o persona cara all'estero e ci preoccupiamo per la sua incolumità. ➡️CHERRY PLUM: quando la situazione ci sfugge di mano e perdiamo il controllo sul nostro stato d'animo, sulle nostre emozioni, sul nostro autocontrollo. In questo caso, Cherry Plum è un'ottima sinergia da abbinare agli altri rimedi floreali.

Oltre a questi rimedi per la paura, possono essere un buon ausilio: ➡️WALNUT: come filtro per le fonti di informazione. ACoronavirus chi è che permettiamo di mettere nella nostra mente le idee su quello che sta accadendo? Walnut ci aiuterà a selezionare le fonti di informazione e ad essere più obbiettivi su ciò che realmente sta accadendo. ➡️WHITE CHESTNUT: se il pensiero diventa ossessionante e non riusciamo a pensare ad altro.

➡️RESCUE REMEDY: è sempre un ottimo rimedio jolly per ogni situazione di disagio fisico e psichico. (Scarica qui la "Guida all'utilizzo del Rescue Remedy")


Come il medico che aveva in cura Mr. Wright aveva deliberatamente sfruttato la sua suggestionabilità, allo stesso modo noi possiamo farlo con noi stessi attraverso esercizi di induzione immaginativa per rafforzare il nostro sistema immunitario.

Clicca qui e scarica l'induzione immaginativa


Bibliografia:

"La medicina del XXI secolo", C. Devin Hastings


"La psicobiologia della guarigione psicofisica", Ernest Lawrence Rossi




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