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  • Daniela Grossi

Ascolto la mia Anima, guarisco il mio corpo


"La malattia esiste, in realtà, per il nostro bene", scriveva Bach in Essere se stessi.


Cosa intende dire Bach con questa affermazione? Come può la malattia essere benefica?


Per comprendere ciò che intende Bach è necessario conoscere la teoria che sta alla base del suo sistema di cura.


Egli sostiene che ogni essere umano ha un suo compito in questa vita, o come la definisce lui, la sua missione: "Ognuno ha una missione divina in questo mondo, e le nostre anime utilizzano le nostre menti e corpi come strumenti per compiere questo scopo, cosicchè quando tutti e tre stanno lavorando all'unisono, il risultato sarà la salute e la felicità perfetta.

Una missione divina non significa sacrificio, il ritirarsi dal mondo, il rifiutarsi le gioie della bellezza e della natura; al contrario significa un migliore e più pieno godimento di tutte le cose : significa fare il lavoro che amiamo, farlo con tutto il nostro cuore e la nostra anima, o fare la casalinga, l'agricoltore, il pittore, l'attore o servire il nostro prossimo nei negozi e nelle case.

E questo lavoro, qualunque sia, se lo amiamo più di qualunque altro, è l'ordine preciso della nostra anima; il lavoro che abbiamo da fare in questo mondo nel quale noi soli possiamo essere veramente noi stessi, interpretando in modo comune materialistico il messaggio di quel vero sè.

Quindi possiamo valutare dalla nostra salute e felicità quanto bene stiamo interpretando questo messaggio."


Quando noi svolgiamo il nostro "compito", ovvero quando siamo in sintonia con la nostra vera natura nel pensiero e nell'azione, ci sentiamo bene con noi stessi e con gli altri, al contrario, quando noi non rispettiamo il nostro vero essere, subentra il malessere.


Ma come facciamo a riconoscere qual è il nostro compito?


E' semplice, Bach ci spiega che è la nostra anima, il nostro sè superiore a guidarci continuamente verso la direzione più giusta per noi, dobbiamo solo ascoltare e seguirne le indicazioni.

"La nostra Anima (la piccola voce tranquilla, la voce di Dio stesso) ci parla tramite la nostra intuizione, i nostri istinti, i nostri ideali, i nostri gusti comuni, in modo da rendere facile per noi individuarne l'ascolto".


Questo concetto lo si può estendere ad ogni ambito, dalle piccole cose quotidiane a quelle più importanti. Tutti noi possediamo una vocina interiore che ci parla e ci dice “questa cosa mi piace, quest’altra no…” o “è meglio se agisci in questo modo, piuttosto che in quest’altro…” oppure quelle sensazioni viscerali che ci procurano disagio quando una determinata situazione non ci piace, ma anche fulminee intuizioni che improvvisamente portano alla risoluzione di un problema. Questa è la voce dell’anima, quella voce tranquilla e saggia che costantemente ci indica la direzione da seguire, ma che a volte per farsi ascoltare, per attirare la nostra attenzione, sempre distratta da innumerevoli altre cose o da altre persone, è costretta a gridare, e lo fa attraverso il disagio e la malattia.

E allora la malattia o il disagio non sono altro che la voce dell'anima che sta gridando perchè inascoltata.


"La malattia - segue ancora Bach - è solamente e puramente correttiva: non è nè vendicativa, nè crudele, ma è lo strumento adottato dalla nostra anima per indicarci i nostri difetti: per prevenirci dal commettere errori più grandi, per impedirci dal fare ancora male e per riportarci su quel sentiero di verità e luce da cui non dovremmo mai aver deviato".


Se nel secolo scorso gli insegnamenti del Dr. Bach invitavano all'ascolto della parte più saggia di se stessi, ovvero la nostra anima, attualmente anche la psicologia contemporanea incalza verso questa direzione: "i momenti bui non vengono per punirti - spiega Raffaele Morelli - ma per scalzare, grazie al dolore, un'identità e una visione della vita troppo unilaterali che ti stanno spegnendo".


La sofferenza fisica o psichica non è altro che un modo per farci tornare nella giusta direzione.


Scrive Morelli nell'ultimo numero della rivista Riza Psicosomatica: "molte volte il viaggio che ciascuno di noi deve compiere viene corretto dall'anima. In quei casi forse l'unico modo per riportarci a casa è farci soffrire, non perchè l'anima goda dei nostri disagi, ma semplicemente per oscurare la nostra visione della vita troppo unilaterale, che ci allontana dal nostro percorso".


E tu? Stai ascoltando la voce della tua anima?


Se segui i tuoi veri desideri, aneliti, propensioni, come diceva Bach, non conoscerai altro che benessere e salute, se invece ti allontani da te stesso, allora attraverso il malessere e la malattia la tua anima cercherà di riavvicinarti alla tua vera essenza.

E allora quando non ti senti bene, quando stati d'animo spiacevoli ti tormentano, quando la malattia ti colpisce, resta in ascolto del tuo malessere, perchè come sostiene ancora Morelli, "nel dolore è presente quel lato della personalità che è stato soffocato e che bussa alla porta del nostro Io per essere ritrovato".


"Spesso la realtà dell'anima o i suoi messaggi si presentano alla persona non come una rivelazione, ma come un disturbo."
Adin Steinsaltz