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  • Daniela Grossi

Archetipi femminili: Cenerentola


"E' opinione unanime che Cenerentola sia la più famosa delle fiabe, e probabilmente anche quella che raccoglie i maggiori consensi", scrive lo psicoanalista Bruno Bettelheim nel suo libro "Il mondo incantato".


La fiaba di Cenerentola, noi donne la conosciamo tutte. Chi almeno una volta non ha visto un film che richiama l'archetipo di Cenerentola?

Infatti oltre al classico cartone animato e al bellissimo film della Disney, la figura di Cenerentola è stata riproposta e riadattata in innumerevoli altri film, come "A Cinderella story", "Another Cinderella", "La leggenda di un amore", "Cenerentola in passerella", e via dicendo.


Di solito quando pensiamo a Cenerentola ci viene subito in mente la povera orfanella maltrattata dalla matrigna e dalle sorellastre, ma se spostiamo un pò lo sguardo, possiamo osservare una Cenerentola capace di accettare e di osare. Accettare la sua condizione che non può cambiare e allo stesso tempo osare per cambiare.


In ogni rappresentazione di Cenerentola si può scorgere una fanciulla che ha si una condizione che non è affatto ottimale, ma che invece di impiegare il suo tempo a lamentarsene, si dà da fare per cambiarla.

Infatti Cenerentola, oltre a svolgere diligentemente i suoi compiti, si adopera per dedicarsi a ciò che ama, ma soprattutto Cenerentola non perde il suo potere personale cadendo nel vittimismo, Cenerentola non si piange addosso, Cenerentola sa osare.


Ed è proprio per merito di queste sue doti, e non grazie al principe, che Cenerentola trasforma e supera la sua condizione svantaggiata di sottomissione e maltrattamento.

Scrive Bettelheim a tal proposito: "è essenzialmente grazie ai propri sforzi, e grazie alla propria personalità, che Cenerentola è in grado di trascendere superbamente la sua condizione degradata, nonostante quelli che appaiono come ostacoli insormontabili".


Se da bambine immedesimandoci in Cenerentola abbiamo fatto il tifo per la nostra eroina, da adulte ci può capitare di identificarci in lei ogni volta che come Cenerentola ci troviamo a vivere "in mezzo alla cenere", cioè ogni volta che ci sentiamo in qualche modo sottomesse a condizioni a cui non vorremmo sottostare.

In pratica può succedere quando ci troviamo a fare tutto per gli altri senza avere la capacità di dire no alle eccessive richieste, quando facilmente ci lasciamo calpestare dall'altrui volontà, quando siamo eccessivamente servizievoli, quando sacrifichiamo le nostre esigenze per accontentare gli altri, quando indiscriminatamente accettiamo le regole degli altri, e così via.


E tu? Ti sei mai sentita come Cenerentola?


Se ti è capitato o ti capita di sentirti una Cenerentola, sappi che Cenerentola non è affatto una fanciulla debole e sottomessa, al contrario, Cenerentola è una che sa il fatto suo. E te lo voglio dimostrare con le parole di Wendy Paris, che nel suo libro "E vissero felici e contenti" scrive quanto segue.


Cenerentola

Interpretazione moderna di una fiaba antica

Si, è vero, Cenerentola aveva il lavoro peggiore di tutta la città, ma lo svolgeva con diligenza. Non sprecava ore a consumarsi in un inutile rancore, lasciando che l'amarezza e il rimpianto le facessero venire l'ulcera, le rovinassero la pelle e le scavassero profonde rughe sul viso. Sapeva che "serva della cenere" era solo la descrizione del suo lavoro e non certo della sua vita.


Quando è comparsa la Fata Madrina, Cenerentola ha avuto il coraggio di non lasciarsi scappare la possibilità di cambiare. Non ha guardato con sospetto la Fata Madrina, ringhiando: "Sai come si dice...se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente è così. Lasciami nella mia cenere, sono perfettamente soddisfatta del mio abituale stato di insoddisfazione". Cenerentola sapeva di meritare la felicità nonostante i tiri mancini che la cattiva sorte le aveva giocato e che avrebbero spinto una donna più debole di lei a impiccarsi.


Una volta arrivata al ballo, Cenerentola non si è nascosta dentro la sua zucca-carrozza, frignando: "ma nessuna va da sola al party! Tutti penseranno che sono una perdente!". Non ha fatto così, non si è persa d'animo, ha raddrizzato le spalle ed è entrata a testa alta dalla porta principale.


Cenerentola ha creduto nel potere di un abito perfetto.


Non ha perso tempo a torturarsi pensando alle sue sorellastre nei loro abiti firmati. Sapeva che la miglior vendetta sarebbe stata divertirsi al punto di dimenticare la vendetta.


Quando il principe l'ha invitata a ballare, Cenerentola non ha strillato e non è corsa alla toilette delle signore a controllarsi il rossetto. Ha accettato entusiasta. E potete scommettere che, mentre lui la stringeva tra le braccia, lei non si è fatta prendere da un attacco di insicurezza, criticandolo, nel tentativo di aumentare la propria autostima, dicendo: "Sai, chiunque sarebbe capace di ereditare un regno, ma io mi guadagno da vivere lavorando".


Allo scoccare della mezzanotte, Cenerentola non si è aggrappata alla mano del principe, gridando: "ti supplico, salvami dalla mia miserabile esistenza!". Era abbastanza sicura di sè da sapere che, se gli piaceva davvero, lui sarebbe andato a cercarla.


Cosa che il principe naturalmente ha fatto. E quando è arrivato , lei non ha dato ascolto alle sue amiche che le telefonavano dicendo: "Perchè un principe dovrebbe voler stare con una come te, Cenerentola? Insomma, senza offesa, ma che problema ha se nessuna delle ragazze di sangue reale vuole uscire con lui?" Cenerentola conosceva i dettagli della sua relazione molto meglio delle sue amiche, si fidava dell'esperienza diretta e non dava ascolto ai pettegolezzi.


Quando il principe è arrivato al galoppo sul suo cavallo bianco, Cenerentola non ha gridato: "ehi, bello, stai al tuo posto! Posso benissimo venire con il mio stramaledetto cavallo!" Ha deciso che, se per lui era importante portarla sul suo destriero, gli avrebbe permesso di farlo.


E ancora Wendy Paris aggiunge alcune "formule magiche":

  • Non perdere di vista il tuo valore interiore e non preoccuparti di quanto la tua situazione esteriore possa sembrare sfavorevole.

  • Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, può comunque essere vero.

  • Mai avere paura di andare da sola a un party.

  • Mai sottovalutare il potere strategico di un abito.

  • Concentrati sulla ricerca della tua felicità, non sulla vendetta di torti subiti in passato.

  • Conquista la pista da ballo!

  • Non permettere alla tua insicurezza di spingerti a criticare gli altri.

  • Mantieni i tuoi obblighi e le tue promesse nei confronti degli altri, anche se un uomo affascinante vuole ballare con te tutta la notte.

  • Ignora le insinuazioni e i dubbi di amiche sospettose e giudica un uomo in base alla tua esperienza diretta.

  • Cerca di diventare la migliore consigliera di te stessa.

  • Se un uomo vuole farti saltare sul suo cavallo bianco, accetta di buon grado. Il semplice fatto che sia galante non significa che voglia farti lasciare il tuo lavoro e convincerti a dedicarti all'uncinetto.

  • Non lasciare che la sfortuna passata offuschi i tuoi occhi impedendoti di vedere un futuro luminoso. Trova il coraggio di credere in una vita migliore.

(Tratto da ...e vissero felici e contenti, di Wendy Paris)


Dunque, per concludere, se ti capita di sentirti la Cenerentola "della cenere", ma vuoi invece sentirti la Cenerentola con il suo bellissimo vestito che va al ballo, sappi che c'è un'essenza floreale che ti può aiutare, proprio come ha fatto la fata madrina con Cenerentola.


Nel repertorio floreale degli Archetipi Femminili, tra le 12 essenze floreali che lo compongono, non poteva assolutamente mancare l'archetipo di Cenerentola.

Questa essenza floreale ci porta a contatto con il modello archetipico di Cenerentola per aiutarci a trascenderlo.

L'essenza floreale di Cenerentola ti aiuterà, proprio come ha fatto la nostra eroina, a rispettare in primis te stessa, ad avere più fiducia nelle tue possibilità e ad osare di più per ottenere ciò che meriti.






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