Fiori di Bach o Fiori Australiani?

July 28, 2017

 

Fiori di Bach o Fiori Australiani? E' la domanda che ultimamente mi sento rivolgere più spesso da chi utilizza i rimedi floreali e da chi si addentra in modo più approfondito nel mondo della floriterapia.

 

La domanda può sorgere spontanea data la positiva ripercussione che i Fiori Australiani hanno avuto in quest'ultimo periodo. Infatti i benefici che provengono dal sollievo dal dolore fisico e psichico e dalla cura delle malattie, che molte persone e terapeuti hanno sperimentato, sono la più efficace garanzia della loro azione.

 

Ciò significa che i rimedi floreali di Bach sono meno efficaci o, come si può pensare, ormai superati? Assolutamente no.

 

La floriterapia è nata grazie all'incommensurabile lavoro che il Dr. Edward Bach svolse nella prima metà del secolo scorso ed era suo desiderio  che questo metodo di cura  si diffondesse quanto più possibile.

Questo desiderio si è realizzato: oggi non solo i Fiori di Bach sono conosciuti a livello internazionale, ma le straordinarie scoperte di questo medico inglese hanno aperto la strada a un fermento di studi, ricerche e sperimentazioni in varie parti del mondo.

 

La floriterapia si è così sviluppata in tutto il mondo e sta diventando uno dei più apprezzati metodi di cura naturali. Nel corso degli anni sono stati scoperti nuovi repertori di fiori curativi in varie zone del mondo: Europa, California, Alaska, India, Canada, Australia, la natura ci sta donando una fioritura di essenze dalle potenzialità terapeutiche straordinarie.

 

E questo è sicuramente da considerarsi non solo come testimonianza dell'efficacia della floriterapia, ma soprattutto come un arricchimento terapeutico.

 

Infatti, come sostiene Ian White riferendosi ai 38 Fiori di Bach e rivolgendosi a coloro che sostengono l'esclusività del sistema di Bach, "è senza dubbio estremamente riduttivo pensare che possano esistere, anche per il futuro, solamente 35 fiori inglesi, uno tibetano, uno svizzero e uno italiano, dotati di proprietà terapeutiche, che non scopriremo mai piante fiorite con qualità curative equivalenti o più potenti rispetto a quei trentotto fiori e che non si possano individuare fiori le cui essenze si rivolgano ad altri squilibri emotivi."

 

Bach stesso, nella sua vita, ad un primo nucleo di fiori - i 12 Guaritori - ne aggiunse un secondo gruppo - i 7 Aiutanti - e un terzo - i 19 Assistenti - fino a comporre i 38 che rappresentano il corpus dei Fiori di Bach.

 

Indubbiamente il sistema di Bach, con i suoi 38 rimedi, è completo e ci permette di intervenire in innumerevoli situazioni di squilibrio psicofisico, ma le essenze floreali di qualsiasi repertorio possono essere associate tra loro per aggiungere alle potenzialità curative di un fiore quelle di un altro.

 

Utilizzare i fiori diventa così un'alchimia che permette di creare formulazioni personalizzate che vanno a toccare le origini profonde di ogni disturbo fisico e psichico, attivando processi di cambiamento interiore e di evoluzione della persona.

 

Tornando quindi alla domanda iniziale - Fiori di Bach o Fiori Australiani? - la risposta è Fiori di Bach e Fiori Australiani, o di qualsiasi altro sistema, in quanto uno non esclude l'altro, anzi, insieme si potenziano.

 

Per ogni sistema floreale i principi base della floriterapia sono gli stessi, ciò che fa la differenza è il luogo in cui cresce la pianta e le proprietà del singolo fiore.

 

Ian White ha scoperto che i fiori dalle forme e colori spettacolari che crescono in Australia, hanno importanti proprietà: questi rimedi agiscono rapidamente a livello psicofisico aiutandoci a ripristinare l'energia e l'equilibrio per ritrovare salute e benessere.

 

Ma cosa li differenzia dai rimedi floreali già esistenti? L'energia dell'Australia, di una terra sconfinata, selvaggia, sempre diversa.

Questo legame, tra l'intrinseca forza vitale del territorio e della sua vegetazione e la vibrazione energetica delle essenze floreali da essa ricavate, risulta particolarmente evidente nel caso dei rimedi floreali australiani, ricchi di una tale potente forza curativa da rendere la loro azione veloce, intensa e attivatrice di profondi processi di trasformazione e cambiamento interiore.

 

I Fiori Australiani non sono certo da considerare come un'alternativa o un superamento di quelli di Bach, ma ne costituiscono un'armonica integrazione, uno sviluppo e un ampliamento, considerato che le loro proprietà curative toccano direttamente problematiche attuali per la nostra epoca, come per esempio lo stress, l'elettromagnetismo, la sessualità, la comunicazione, ecc.

 

Pur nelle diverse peculiarità e con i propri tratti caratteristici, tutte le essenze floreali, stimolano il naturale processo di autoguarigione e di evoluzione della persona, fungono da catalizzatori di profondi processi di cambiamento e permettono l'espressione della propria autenticità.

 

Le essenze floreali, come sostiene Ian White, "sono infatti potenti catalizzatori per aiutare le persone ad autoguarirsi. Consentono loro di guardare dentro di sè e comprendere il proprio piano di vita, nonchè lo scopo e la direzione della propria esistenza. Esse, inoltre, infondono il coraggio e la fiducia necessari per perseguire tale piano. Malattie, disturbi e problemi emotivi indicano infatti solo un allontanamento dal percorso personale. Le essenze non solo ci aiutano a ritornarvi, ma ci supportano nell'elaborazione e nella soluzione dei nostri problemi e squilibri. Inoltre contribuiscono a svelare la ragione per cui inizialmente sono sopraggiunte queste difficoltà e che cosa dobbiamo fare per annullarle, liberando le nostre qualità innate".

Citando  Anna Flora: "Le essenze aiutano a rendere gli umani più simili ad Angeli".

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